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ADDIO ALAIN DELON

E’ morto il leggendario attore francese Alain Delon. Lo hanno comunicato i suoi figli. “Alain Fabien, Anouchka e Anthony, insieme al (suo cane) Loubo – si legge nella nota indirizzata ad Afp – sono profondamente addolorati nell’annunciare la morte del loro padre. Si è spento serenamente nella sua casa di Douchy, circondato dai suoi tre figli e dalla sua famiglia. La famiglia chiede di rispettare la privacy in questo momento di lutto estremamente doloroso”.

Nel 1957 il debuto al cinema

 Lo salvano la passione per la giovane attrice Brigitte Auber e l’incontro con Jean-Claude Brialy che, colpito dalla sua bellezza, lo invita al Festival di Cannes e lo incoraggia a tentare la carriera del cinema. Deloin si trasferisce a Roma, rifiuta un contratto in esclusiva per Hollywood, torna in Francia e accetta la proposta di Yves Allegret che lo sceglie per “Godot”. E’ il 1957, Alain Delon esordisce sul grande schermo e di lì in poi per oltre 30 anni non si fermerà più. In carriera collezionerà 95 film come attore, 30 come produttore, tre da regista.

L’amore per Romy Schneider e la popolarità in Francia

 Le prime interpretazioni non sono di gran successo, ma gli bastano per farsi notare da René Clement che nel 1960 gli offre il ruolo della vita: il giovane Tom Ripley in “Delitto in pieno sole”. E’ un autentica esplosione, un terremoto artistico e commerciale che nella vita di Alain Delon si lega alla travolgente passione per Romy Schneider, conosciuta due anni prima sul set di “L’amante pura”. Insieme i due conquistano in breve tempo Parigi, la Francia, il cinema, la notorietà.

Con Luchino Visconti il successo

 Tornato in Italia, nello stesso 1960, trova la conferma artistica grazie a Luchino Visconti in “Rocco e i suoi fratelli” per poi incontrare Michelangelo Antonioni (“L’eclisse”, 1962) e trionfare con “Il Gattopardo” (Palma d’oro a Cannes nel 1963). Nello stesso anno corona il suo sogno infantile di rivaleggiare con Jean Gabin grazie a Henri Verneuil che lo dirige in “Colpo grosso al casino'” e lo inizia al genere del “polar” (incrocio di noir e poliziesco) che sarà il marchio di fabbrica per tutta la carriera di Delon. Attore poliedrico, dal fisico atletico che esalta in kolossal come “Il tulipano nero” e “Zorro”, Delon conserva una segreta passione per il cinema d’autore. L’ultima volta sul grande schermo è però un beffardo Giulio Cesare in “Asterix alle Olimpiadi”.

Scritto da Redazione

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