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PD, Teresa Mele- Riflessione Politica Sulla Situazione Attuale

Fare un’analisi della situazione politica in cui stiamo vivendo negli ultimi anni non è sicuramente cosa facile, soprattutto, perchè abbiamo assistito all’indebolimento dei partiti. Vi è un clima di insoddisfazione nei confronti della politica che sembra non intercettare i bisogni della popolazione e non essere in grado di risolvere i problemi che attanagliano la società.

Questo sentimento di disaffezione è dato anche dal fatto che le persone sempre più  ritengono di avere poca influenza sull’operato dei politici. Si assiste a quella che deve essere considerata una perdita di legittimità che si riscontra soprattutto con il forte astensionismo degli aventi diritto al voto. Tutto ciò viene poi accentuato dalla continua non considerazione degli iscritti ai partiti, in questo caso mi riferisco al PD e alle comunità dove i politici svolgono le proprie, anche se esigue, attività.

Tutto viene – come si suol dire – imposto, calato dall’alto: è la decisione di pochi che vale per tutti.Prima di discernere del Partito Democratico e delle sue storture interne sia provinciali che regionali, ma anche nazionali, un passaggio va fatto anche al paradosso che ogniqualvolta (ed è proprio qui che aumenta il distacco del cittadino verso la politica) la magistratura si vede costretta ad intervenire per ristabilire la legalità si urla alla congiura, all’intervento dei giudici con l’unico scopo o obiettivo di volere fermare qualcuno. Tanti sono i casi che si potrebbero portare come esempio, uno per tutti resta “Mani pulite”. In quegli anni si sentiva il diffondersi del piacere di vedere i potenti, politici, di turno cadere. Ebbene, la storia avrebbe dovuto insegnare. Da quegli anni si sarebbe dovuto imparare qualcosa  e, invece, come sempre molti hanno la memoria corta.

Ma veniamo ad oggi, la situazione non è di certo cambiata. Come già detto da anni il PD irpino va avanti oramai da circa 10 anni senza aver mai celebrato un vero congresso.

Il PD regionale ad oggi ancora è commissariato ed in questo caos generale assistiamo ad un’assenza del PD nazionale in merito alle questioni che pur vengono poste alla sua attenzione, ma prontissimo a schierarsi con un secco no al terzo mandato del presidente De Luca. Sia ben chiaro quello che dico non è un voler dire a priori ‘De Luca sì’ o ‘De Luca no’, ma quello che mi preme evidenziare è il modus operandi del partito. Ancora una volta si decide senza tener in alcuna considerazione i territori i militanti ed i tesserati di un partito.

Per spiegarmi meglio, voglio ricordare a me e a chi legge che già quando è stato candidato Antonio Gengaro quale sindaco di Avellino, la contestazione che allora fu fatta da molti era proprio quella che la sua candidatura non fosse stata scelta sul territorio ma calata dall’alto, scelta nelle stanze romane e non in seguito all’interlocuzione con il territorio e con le persone che su quel territorio vivono e che ben erano edotti delle problematiche esistenti.  

Abbiamo parlato della poca considerazione che viene posta nei confronti dei tesserati che vengono però chiamati solo ed esclusivamente quando va rinnovato il tesseramento, quando dobbiamo far versare loro la quota d’iscrizione. Viene da chiedersi perché tesserarsi allora, perché aderire al partito.Dieci anni dall’ultimo congresso un’eternità in politica, allora c’era Matteo Renzi oggi abbiamo Giorgia Meloni, abbiamo avuto un referendum perso, per giunta, una pandemia, varie guerre, ma sembra quasi che per il PD il tempo si sia fermato.

Come ho detto, la storia insegna e ci dovrebbe far ricordare che i tesserati, i militanti, le classi dirigenti vanno ascoltate, interpellate al fine di comprendere quali possano essere le scelte migliori per i territori.Ebbene, riiniziamo da qui, partiamo dal basso, partiamo dall’ascolto di ogni singolo simpatizzante, militante, iscritto insomma, partiamo dai congressi.

Scritto da Redazione

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