Armando Izzo torna al Partenio da titolare dopo 4.316 giorni e lo fa con una prestazione di grande solidità. Ma prima di parlare della sua prova, il difensore dell’Avellino vuole chiarire un episodio accaduto nel finale di partita con i tifosi.
“Volevo un attimo chiarire questa cosa con i tifosi che è successa a fine partita”, esordisce. “Ci siamo chiariti, sappiamo cosa vogliono loro, lo vogliamo anche noi. Quindi più uniti che mai, stiamo insieme, continuiamo queste dieci partite che mancano: sappiamo che sono dieci battaglie e andiamo avanti tutti insieme”.
Sul ritorno in campo dopo quasi tre mesi di stop per infortunio, Izzo è diretto: “Non era facile perché sono stato quasi tre mesi fermo. Però volevo dare una mano ai miei compagni, sono dei ragazzi eccezionali. Sappiamo che la Serie B è molto difficile, quindi sono felice perché oltre alla grande prestazione abbiamo portato i tre punti a casa, che era la cosa più importante per noi e per i nostri tifosi”.
L’emozione più grande resta però quella di rivivere il Partenio da calciatore dopo oltre 4.000 giorni: “È stata un’emozione unica perché io questa maglia l’ho vestita quando ero un bambino. Adesso, come dicevo quando sono arrivato, arrivo da uomo e sono felice, me la posso godere. Mi sento un giocatore esperto, posso dare una mano ai ragazzi. Ho ancora tanta fame: solo tutti uniti possiamo veramente toglierci tante soddisfazioni”.
Sul rapporto con Ballardini, con cui aveva già lavorato a Genova, Izzo spende parole importanti: “Il mister è una grande persona, un grande uomo. L’ho avuto quando giocavo a Genova, ci ha dato una grossa mano. In settimana ci ho parlato, ho apprezzato le sue parole. Quando arrivi qua con tante partite in Serie A, la gente si aspetta tanto da te, sia in campo che fuori. Io sono un ragazzo a cui piace sempre dare il massimo, sudare la maglia, lottare su ogni pallone: lo dice la mia storia”.

