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Amministrative Avellino – Furia Gengaro contro i vertici Pd

 Amministrative nel capoluogo, in conferenza stampa Antonio Gengaro rilancia la sua candidatura a capo del campo largo: “Non mi ha scelto Roma bensì il tavolo”. E sfida Maurizio Petracca e la segreteria provinciale del Pd: “Quelli del mio partito che non mi vogliono lo dicano apertamente e spieghino perché”

Non ho proposto io il mio nome come candidato sindaco del campo largo, ma una fetta considerevole della coalizione: a partire da quella parte del mio partito, il Pd che mi sostiene con le componenti di Enzo Luca, Rosetta D’Amelio, Lello De Stefano, agli amici alleati del Movimento 5 StelleSinistra Italiana e Controvento”.

E’ un fiume in piena Antonio Gengaro, nel corso di una lunga conferenza stampa tenuta questo pomeriggio al Circolo della Stampa di Avellino:  “Ho sentito dire che io sono il candidato di Roma. Conosco ogni anima di questa città, ogni pensiero. Conosco Avellino mattonella per mattonella. Io sono il candidato di Avellino, e non mi muovo. Generoso Picone mi ha candidato al tavolo, non il mio partito che avrebbe avuto il dovere di indicare anche il nome della minoranza; un partito democratico dovrebbe fare questo, candidare anche il nome della minoranza. La battaglia si fa sulle opinioni, sul futuro di Avellino. Mi attribuiscono la firma del ricorso, ma siamo un partito democratico o fascista? A me non interessa chi governa a Via Tagliamento, a me interessa il futuro della mia città. È difficile mettere insieme forze politiche che si sono contrastate. Per anni grandi discussioni, poi un grande programma. Benny De Maio purtroppo ha problemi che vanno rispettati, la mia candidatura viene fuori perché sono venute meno opzioni tecniche, esterne. La mia candidatura non l’ho posta io, sta sul tavolo. Dietro quella candidatura ci sono i Cinque Stelle, Sinistra Italiana, Controvento, c’è una larga parte del Partito Democratico, non quella che dovrebbe rappresentare anche me a quel tavolo. Allora non si vuole la mia candidatura? Lo si dica apertamente, ma i motivi non sono politici. Avellino ha bisogno di una classe dirigente diffusa, non di un uomo solo al comando come Festa. Ai consiglieri che hanno innestato questa battaglia al comune dico di non avere paura. Questa è la battaglia per Avellino, per l’interesse pubblico. 

Gengaro prosegue: ” La mia è una candidatura che è cresciuta nel tempo. Pensateci, è nata da Controvento, spero che APP, gli amici di +Europa, tutti gli altri che vogliono concorrere, possano aprire un’interlocuzione con me sul futuro di Avellino, con tutti noi. Ci vuole una classe dirigente, uno da solo non ce la può fare, questo è il punto. Dobbiamo mettere in campo strategie alternative, costruire un futuro per i nostri giovani, migliorare la qualità della vita, dell’aria, dell’acqua della nostra comunità, un’urbanistica al servizio dei cittadini, un pensiero sulla città. Meno cemento, più giardini, più asili nido, più servizi per gli anziani, più piazze vivibili, verde in ogni quartiere. Hanno costruito palazzi, noi pianteremo alberi in questa città. Mi aspetto delle risposte, mi aspetto che si affrontino i nodi veri di questa città. Dietro di me c’è l’ombra di Di Nunno, è quello stile, quel tipo di amministrazione, quella storia. Non la vogliono? Lo dicano apertamente. Si vuole andare in comune a fare le stesse cose che fanno i consiglieri di Festa, che parlano di appalti con i dirigenti. Il consigliere comunale ha un compito, l’indirizzo e il controllo, lo esercita o nel consiglio comunale o nelle commissioni. La gestione spetta ai dirigenti, il sindaco deve saper scegliere i suoi dirigenti, deve scegliere gente capace, onesta, che rispetti e risponda all’interesse pubblico. Interesse pubblico, questa è la priorità”.

Scritto da Redazione

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