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Avellino- Centrodestra prove di unità

Centrodestra irpino alla prova dell’unità: dialoghi

Il centrodestra ha aperto il proprio cantiere questa mattina, nella sede di Fratelli d’Italia, con un incontro tra le forze della coalizione. Non è un dettaglio: prima dei nomi, prima dei simboli, prima delle ambizioni personali — che non mancano mai — si è deciso almeno di parlarsi. Un passaggio che, nella politica locale, non può essere dato per scontato.

Le differenze restano, e non sono marginali. Fratelli d’Italia e Lega spingono per un profilo politico riconoscibile, quasi a rassicurare il proprio elettorato prima ancora di conquistarne altro. Forza Italia, più pragmatica o più prudente a seconda delle letture, guarda con interesse a un contenitore civico più ampio. In altre stagioni sarebbe bastato questo a far saltare il tavolo; stavolta, almeno nelle intenzioni dichiarate, nessuno sembra disposto a trasformare le sfumature in veti (ma questo è tutto da verificare).

Oggi il centrodestra è unito e compatto, cerca una soluzione e penso che la troverà. Io non starei tanto su schemi, simboli o civiche. Nelle elezioni amministrative i cittadini chiedono una sola cosa: che la persona candidata sia credibile, onesta, capace, competente e che sappia parlare a tutta la città», afferma l’onorevole Gianfranco Rotondi, provando a spostare l’attenzione dai contenitori alla qualità personale del candidato. Un richiamo al buon senso che in politica viene spesso applaudito, un po’ meno praticato.

Gli fa eco Angelo Antonio D’Agostino, per Forza Italia: «Sicuramente troveremo una sintesi, siamo qui per questo. È importante fare un discorso unitario per non andare sparsi, perché il territorio ha bisogno di unità. Faremo di tutto per restare insieme e penso non ci siano problemi». L’ottimismo, in questi casi, finisce quasi per assumere il valore di un dovere di coalizione.

Ines Fruncillo, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, parla apertamente di discontinuità rispetto al passato: «Siamo convinti che l’unità abbia un valore e vada tutelata prima ancora dell’esigenza del singolo partito. È una precondizione che ci poniamo: siamo persone di buon senso e crediamo che questa città abbia bisogno di una guida nuova». L’unità, dunque, non come risultato, ma come premessa dichiarata. Una formula ambiziosa, che la realtà elettorale sarà chiamata a verificare.

Il centrodestra, dunque, prova a presentarsi come un cantiere aperto ma sorvegliato, dove le differenze vengono dichiarate e, almeno per ora, contenute. Resta da vedere se la parola “unità”, tanto pronunciata, saprà resistere alla prova più severa: quella delle scelte concrete.

Scritto da Redazione

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