Nella giornata di ieri, il Consiglio Comunale di Avellino ha affrontato un tema di grande rilevanza per la comunità: la sicurezza cittadina e, più in generale, la legalità. La seduta monotematica aveva come obiettivo la discussione e l’eventuale istituzione di una Commissione Speciale sulla criminalità e la legalità, proposta dalla minoranza consiliare. Un’iniziativa che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe rappresentato un segnale concreto nella lotta contro il malaffare e il degrado sociale.
All’incontro erano presenti non solo i consiglieri comunali, ma anche parlamentari e rappresentanti del Consiglio Regionale, a testimonianza della rilevanza del tema trattato. Tuttavia, il dibattito, che si preannunciava come un momento di confronto costruttivo, ha avuto un epilogo del tutto inaspettato e controverso.
La maggioranza che sostiene il sindaco Nargi ha infatti respinto la proposta di istituzione della Commissione Speciale. Una decisione che ha scatenato la dura reazione di Vincenzo Ciampi, esponente del Movimento 5 Stelle, il quale ha espresso profonda delusione per l’esito della discussione.
“La Commissione per la legalità soppressa in culla”, ha dichiarato Ciampi, denunciando quello che ha definito un atteggiamento di chiusura pregiudiziale da parte della maggioranza. “L’amministrazione nata su uno dei più grandi scandali amministrativi della storia cittadina, perde l’occasione di un messaggio di concretezza e di eticità”.
La discussione, durata quattro ore, ha visto l’intervento di figure istituzionali di rilievo, tra cui il Ministro dell’Interno, il Procuratore della Repubblica e il Prefetto, seppur solo in veste di invitati. Tuttavia, per Ciampi, la loro presenza si è rivelata poco più che simbolica, una “foglia di fico” dietro la quale si sarebbe celata l’intenzione della maggioranza di svuotare di significato il dibattito.
“Ore di discorsi nobili con finale comico o forse patetico. La dignità dell’assise comunale gettata ai rovi”, ha aggiunto il consigliere pentastellato, che ha definito l’intero confronto una farsa. “C’è delusione per un’inutile discussione che si voleva ammantare di principi sacri quali la trasparenza, la legalità, il muro al malaffare. Ore di belle parole che si sono tramutate in farsa”.
Uno degli aspetti più contestati è stato il pretesto con cui la proposta della minoranza è stata respinta. Secondo Ciampi, la bocciatura si sarebbe basata su un cavillo procedurale, un dettaglio formale utilizzato come espediente per evitare il confronto di merito sulla questione.
“Una scelta di dignità lasciata cadere per un cavillo”, ha dichiarato con amarezza. “Questa amministrazione getta la maschera e mostra quel che in effetti è: un gruppo di potere indifferente finanche alle petizioni di principio”.
La bocciatura della Commissione Speciale rappresenta un punto di svolta nel dibattito sulla sicurezza e la legalità ad Avellino. Se da un lato la maggioranza ha difeso la propria scelta, dall’altro la minoranza denuncia una decisione che, a suo dire, mina la credibilità dell’amministrazione e lancia un messaggio negativo alla cittadinanza.
Secondo Ciampi, “l’ordine del giorno in discussione era della minoranza ma aveva un valore generale, di principio: lasciarlo cadere su bagattelle procedurali è stato gravissimo”.

