abio Stefanini, ala biancoverde della Scandone, si racconta ai nostri microfoni. Tra bilanci della stagione, prospettive future e un forte legame con la città, il giocatore sottolinea il valore di indossare la maglia di una piazza storica come quella avellinese.
Fabio, siamo a metà stagione: come giudichi il percorso della squadra fino a questo momento?
“La stagione è stata finora un crescendo. Guardando indietro alle prime partite, si notano chiaramente dei miglioramenti sia individuali che di squadra. Il gruppo si è amalgamato bene: il nucleo storico ha saputo accogliere i nuovi arrivati, creando una chimica che all’inizio mancava. La partita di sabato scorso è stata un esempio della direzione che stiamo prendendo. C’è ancora tanto da fare, ma sono fiducioso: limando i piccoli difetti, potremo fare davvero la differenza”.
Sabato sfiderete il Monopoli, una delle squadre più attrezzate del campionato. Che partita ti aspetti?
“Sarà una sfida durissima. Il Monopoli è al suo secondo anno in questo campionato ed è stato costruito per puntare alla promozione. All’andata abbiamo giocato una buona partita, portando a casa i due punti, ma ora sarà diverso. Hanno cambiato allenatore e, nelle ultime settimane, hanno trovato nuovi equilibri. Anche noi, però, stiamo attraversando un buon momento. Mi aspetto una partita bellissima, forse la più avvincente di questa prima fase. Invito tutti i tifosi a venire al palazzetto: abbiamo bisogno del loro sostegno per trasformare questa gara in una festa”.
Come valuti il tuo percorso personale all’interno della squadra?
“Devo ammettere che all’inizio ho fatto un po’ fatica a entrare nei meccanismi di gioco di Nino, che è un allenatore molto esigente. Col tempo, però, ho trovato il mio ritmo e adesso sono soddisfatto dei progressi fatti. So di poter migliorare ancora, soprattutto in alcune situazioni di gioco, come la gestione dei falli. Quando riesco a dare il massimo, sento di essere un valore aggiunto per la squadra e questo mi motiva a lavorare sempre di più”.
Perché hai scelto di venire ad Avellino e sposare il progetto Scandone?
“La Scandone non è un club come gli altri: è un simbolo. Avellino è una piazza storica che merita molto di più rispetto alla posizione attuale. Sono orgoglioso di far parte di questo progetto e di indossare questa maglia. Inoltre, qui mi trovo benissimo: il rapporto con il presidente e con la società è eccellente, ci mettono nelle migliori condizioni per esprimerci al meglio. Anche fuori dal campo, io e la mia ragazza siamo felici. Lei ha avuto l’opportunità di tornare a giocare con una squadra femminile locale, il che ci ha aiutato a integrarci ancora di più nell’ambiente”.
Il rapporto con i tifosi sembra essere speciale. È così?
“Assolutamente sì. I tifosi avellinesi sono unici: ci sostengono sempre, in casa e in trasferta, e il loro calore si sente. A volte ricevo messaggi di incoraggiamento, ed è bello sapere di avere un’intera comunità che ci sostiene. Qui si respira un clima familiare che fa davvero la differenza rispetto ad altre realtà”.
Qual è il tuo obiettivo personale per il resto della stagione?
“Continuare a migliorare, partita dopo partita, e aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi. Voglio dare il massimo per questa maglia, perché Avellino merita di tornare ai livelli che le competono. Non sarà facile, ma con il lavoro e il sostegno dei tifosi possiamo fare grandi cose”.

