Dopo la sconfitta subita dal candidato sindaco Antonio Gengaro nel ballottaggio di dieci giorni fa, il Partito Democratico (PD) irpino si è riunito per analizzare i risultati delle elezioni comunali ad Avellino e discutere le prospettive future. La direzione del partito è attesa da prove importanti, tra cui la rincorsa al voto regionale del 2026 che deciderà le sorti del governo in Campania.
Il dibattito chiude la lunga campagna elettorale per la città capoluogo, serve a gettare le basi per il futuro. La direzione provinciale si è riunita in via Tagliamento per iniziare a dare risposte non solo alla minoranza, che chiede un congresso straordinario.
Maurizio Petracca, consigliere regionale, ha espresso la necessità di guardare avanti senza soffermarsi troppo sulle sconfitte passate. “Non siamo qui per guardare indietro, ma per guardare avanti. Facciamo un ragionamento a 360 gradi. Il partito all’interno della coalizione ha avuto un risultato importante. È il primo partito su 16 liste che erano in campo, quindi il risultato è estremamente importante e ha numeri evidentemente più alti rispetto agli altri”.
Riguardo alle dichiarazioni di Gengaro sui tradimenti all’interno della coalizione, Petracca ha minimizzato l’importanza di tali affermazioni: “Sicuramente Gengaro non si riferiva agli iscritti del Partito Democratico, con cui ha parlato più volte, anzi ci ha ringraziato tutti. Non so a chi facesse riferimento. Continuare a guardare indietro non ha alcun senso, dobbiamo costruire il futuro. Queste sono anche reazioni a caldo, umane, rispetto a una o due persone che lui ha individuato come responsabili della sconfitta. Non una persona può incidere su una sconfitta, non esiste. I percorsi sono sempre collettivi e quindi continuare a discutere di queste cose è noioso e inutile. Dobbiamo guardare avanti… guardare avanti”.
Petracca ha inoltre enfatizzato il ruolo costruttivo dei consiglieri eletti: “Ora abbiamo il Partito Democratico con quattro consiglieri eletti in minoranza che hanno anche una notevole esperienza e quindi non sono persone avulse dal consenso cittadino. Faranno un’opposizione ferma ma propositiva, cercando di portare benefici sul territorio. Anche attraverso questa opposizione e il raccordo con i candidati non eletti possiamo provare a ricostruire il tessuto sociale che ci serve per crescere, cosa che già abbiamo fatto perché siamo cresciuti di circa 7 punti percentuali dal 2019 a oggi e non è poco”, conclude.

