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PD, Radici e Futuro contesta la linea: “Serve rispetto per i territori”

Nel Partito Democratico provinciale si apre una frattura sul metodo. A sollevarla è Pellegrino Palmieri, esponente della corrente Radici e Futuro, con un documento che mette in discussione il modo in cui, secondo lui, si starebbero formando le linee politiche in vista delle prossime elezioni amministrative.

Il punto di partenza è l’ultima Direzione Provinciale. Palmieri contesta che da quell’assemblea sia emersa una qualsiasi indicazione vincolante: «Nell’ultima Direzione Provinciale non è stata assunta alcuna decisione formale, né si è proceduto ad alcuna votazione su linee politiche relative alle prossime elezioni amministrative». Da qui la critica diretta a chi avrebbe trasformato un singolo passaggio contenuto in una relazione in una presunta direttiva di partito: «Un rigo non è una decisione, e non può esserlo».

La questione non è solo procedurale. Palmieri denuncia una tendenza più profonda: quella di esercitare pressioni su candidature, anche interne allo stesso partito, scavalcando i circoli e le comunità locali. «Ogni tentativo di indirizzo calato dall’alto, ogni pressione esercitata in favore di singole candidature, soprattutto quando interne allo stesso partito, è politicamente scorretto e produce divisioni».

Sul piano dei principi, l’esponente dem rovescia la logica del dissenso: «Non è fuori dalla linea del partito chi esprime dissenso rispetto a presunte indicazioni provenienti da figure istituzionali, ma chi si pone contro i livelli territoriali, contro le decisioni dei circoli e contro le scelte degli iscritti». Un passaggio che suona come una risposta a pressioni ricevute, senza nominarle esplicitamente.

Palmieri chiude respingendo quella che definisce una deriva: «Non è accettabile che il PD si trasformi in un comitato elettorale permanente o nel cosiddetto partito dei sindaci». E aggiunge: «Non esistono intrusi tra gli iscritti, né livelli che possano sostituirsi alle comunità locali nelle scelte che le riguardano».

Il documento si conclude con un avvertimento rivolto all’intero partito: «Senza rispetto delle regole democratiche e senza centralità dei territori, il partito perde credibilità e funzione».

Scritto da Redazione

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