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Solofra, la nota di Gabriele Pisano

Sono un cittadino solofrano profondamente legato alla mia città, fiero di rappresentarne la comunità in Consiglio Comunale e consapevole della responsabilità che tale ruolo comporta. Ho sempre inteso la politica come un servizio e come un dovere nei confronti della comunità, che mi ha formato e che mi ha consentito di diventare ciò che sono oggi. Nel corso della mia esperienza amministrativa, non ho mai utilizzato il consenso popolare per conseguire vantaggi personali, né per me né per persone a me vicine, di alcuna natura.

Gli ultimi mesi sono stati particolarmente complessi e hanno segnato una frattura politica tra il sottoscritto e il Sindaco, determinata principalmente da divergenze sostanziali su questioni centrali per il futuro della città: le scelte relative alla pianta organica del Comune, la gestione della debitoria fuori bilancio, la mancanza di investimenti indirizzati allo sviluppo urbanistico del territorio, nonché le difficoltà riscontrate all’interno della maggioranza nel definire e sostenere con coerenza una linea chiara in materia di politiche ambientali e industriali. In più occasioni, soprattutto a seguito delle seconde votazioni del 2023, le posizioni del Sindaco sono apparse mutevoli e non sufficientemente definite. Da ciò, è derivata una perdita di fiducia che ho espresso in maniera chiara e trasparente in Consiglio Comunale. È evidente che la fiducia politica non possa essere ricostruita attraverso una nomina, per quanto rilevante essa sia sotto il profilo istituzionale.

Alla fine del 2025 il Sindaco ha proceduto all’azzeramento della Giunta; una decisione assunta, probabilmente, in piena autonomia e che non è stata in alcun modo influenzata dalla mia persona. Successivamente, mi è stato proposto di avviare un confronto per la definizione di un possibile patto di fine mandato, fondato su una Giunta rinnovata, eventualmente aperta anche a componenti esterni. Ritenevo mio dovere istituzionale, in qualità di Consigliere che ha concorso all’elezione di questa amministrazione, non sottrarmi al confronto e valutare la proposta nell’interesse esclusivo della città. Di tale richiesta, ho discusso con il gruppo politico che mi sostiene: un gruppo di giovani, di orientamento progressista, dotati di competenze politiche e di una profonda conoscenza delle problematiche del territorio. Da questo confronto è scaturita una proposta chiara, avanzata al Sindaco: la costituzione di un governo di “salute pubblica”, finalizzato a concludere nel miglior modo possibile la legislatura e, al contempo, ad aprire una fase nuova, capace di superare le fratture attuali, interne ed esterne al Consiglio, e di porre basi solide per una futura proposta politica per la città. Ciò non prevedeva il mio ingresso in Giunta, bensì la nomina di una figura esterna, altamente rappresentativa e da decenni attiva nel mondo associativo solofrano e regionale, in grado di imprimere un’accelerazione decisa, oramai al sopraggiungere della conclusione di mandato, verso un modello di città sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Un componente esterno, non essendo Consigliere Comunale, non è vincolato agli equilibri politici interni e può dunque operare con determinazione e rapidità, assumendosi la responsabilità di proseguire o, in mancanza di un reale sostegno, di trarne le dovute conseguenze.

Non essendo stata accolta tale proposta e avendo il Sindaco scelto di modificare l’impianto su cui costruire la nuova Giunta, da parte mia non è proseguita alcuna trattativa. Soprattutto, non si è mai giunti a un confronto reale e approfondito sui contenuti programmatici necessari a definire un autentico patto di fine mandato. Mi trovo attualmente nominato Vice-Sindaco, incarico di altissimo prestigio istituzionale e di grande responsabilità, che indubbiamente mi gratifica e mi onora, ma che è avvenuto in assenza di qualunque accordo politico e senza un mio preventivo consenso. Ho appreso tale nomina con sorpresa attraverso i social network.

Non mi è stata data la possibilità di verificare se sussistano effettivamente le condizioni per avviare una fase politica diversa, che sia al contempo rispettosa del lavoro svolto da chi, fino ad oggi, ha operato con impegno e dedizione, ma anche realmente nuova. Non mi è stata data la possibilità di comprendere se vi siano le condizioni per superare le divisioni che hanno determinato la rottura politica dei mesi scorsi, né mi è stata data la possibilità di valutare se la Giunta possa concludere la legislatura nel migliore dei modi, operando con chiarezza di indirizzo e senza incertezze, nel tempo limitato a disposizione.

Desidero ringraziare il Sindaco per le parole di stima espresse nei miei confronti, pur se in contrasto con altre dichiarazioni rilasciate in Consiglio Comunale nei mesi precedenti, e lo ringrazio sinceramente per la fiducia che ha dimostrato avere nella mia persona attraverso la nomina. Tuttavia, il rilancio dell’azione amministrativa e la costruzione di una prospettiva futura per la città non possono dipendere dalla presenza di una singola persona in Giunta, qualunque sia il ruolo ricoperto. Senza un accordo politico chiaro, una reale unità di intenti e una condivisione autentica, è possibile al massimo gestire l’ordinario, ma non costruire nulla di duraturo.

Il compito di ogni rappresentante istituzionale è quello di creare le condizioni per il benessere e lo sviluppo della comunità. Il mio unico interesse nelle ultime settimane è stato quello di costruire un percorso condiviso, per cambiare registro rispetto al passato e per creare nuove prospettive per il futuro. Tutto questo non c’è stato, Il Sindaco non ha realmente aperto a questo tipo di confronto, sono stato nominato a mia insaputa e, pertanto, non si è mai verificato alcun fatto politico che potesse aprire a tale prospettiva.

Alla luce di quanto esposto, non ritengo possibile svolgere l’incarico che mi è stato affidato senza che vi sia un patto per la città autenticamente condiviso dall’attuale Sindaco e dalla maggioranza del Consiglio Comunale. Del resto, non nutro alcun interesse a ricoprire incarichi per ragioni di potere, ambizione personale o, ancor meno, per vanità.

Scritto da Redazione

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