Eletto il 30 maggio scorso per acclamazione al congresso provinciale di Gioventù Nazionale di Fratelli d’Italia della provincia di Avellino, Nicola Raduazzo ha dovuto affrontare numerose sfide per ottenere questo prestigioso incarico. Il mio è un percorso di lunga militanza in Gioventù nazionale, ho iniziato sette anni fa avvicinandomi da liceale curioso che però ha da sempre respirato i valori della destra in famiglia. Con impegno e coerenza, ho deciso di attivarmi seriamente nel nostro movimento giovanile, arrivando , due anni fa, a svolgere le funzioni di vicepresidente provinciale e oggi, dopo il congresso del 30 maggio, sono il presidente. È un percorso molto impegnativo perché occuparsi attivamente di politica porta via del tempo da poter dedicare ad altro ma allo stesso tempo ci sono tante gratificazioni e soprattutto si conosce un mondo nuovo che si trasforma, nel tempo, in una seconda famiglia. – La difficoltà più grande, oggi, è la distanza evidente e a tratti preoccupante, dei giovani dalla politica. Bisognerebbe creare occasioni di condivisione e di coinvolgimento interessanti e tali da attrarre la loro attenzione e da motivarli. Attraverso l’ascolto e il dialogo si potrebbe puntare ad un percorso nuovo generazionale sulle questioni vere di questo territorio -spiega ancora il presidente provinciale Raduazzo -Sicuramente i giovani devono essere protagonisti dei processi politici e culturali, a partire dai piccoli borghi sino ad arrivare a realtà più complesse. Chiaramente dovremmo puntare su ragazzi preparati e che meritino un coinvolgimento di un certo spessore. L’intento di Gioventù Nazionale ad Avellino, ed il mio in quanto presidente, è quello di creare una comunità umana prima che politica, prima di impegnarci in qualsiasi discorso politico. C’è necessità di creare una cultura politica, formando le nuove generazioni a intraprendere sfide sempre maggiori. I nostri ragazzi non sono solo la generazione del futuro, ma anche e soprattutto i protagonisti del presente, ed in quanto tali meritano attenzione e crescita. Avellino è da sempre fucina di politici e intellettuali, la nostra generazione non deve esserne da meno. – In queste ore sta tenendo banco la vicenda del Comune di Avellino dove il neo eletto sindaco Nello Pizza, in quota campo largo, non riesce ad insediarsi per le troppe aspettative delle numerose forze della coalizione di Centrosinistra. Che idea si sta facendo. Intanto anche nel centrodestra è iniziata la fase delle recriminazioni. C’è chi ha condannato all’interno del suo partito, la scelta di sostenere Laura Nargi e avrebbe preferito correre da soli visto che la scelta è stata divisiva e perdente. Lei da presidente provinciale di Gioventù Nazionale cosa avrebbe scelto? Le amministrative di Avellino sono state una sfida importante, la nostra lista, Fratelli di Avellino, ha sostenuto questa candidatura. Com’è noto il coordinamento provinciale di FDI non ha potere decisionale al riguardo, ma ci sono dinamiche e decisioni regionali e nazionali, come da accordi dei responsabili regionali dei rispettivi partiti del centro destra. Da rappresentante del movimento giovanile posso dire che, come indicato dal presidente provinciale di Fratelli D’Italia Avellino Fruncillo all’inizio, avrei sostenuto la candidatura di Fabio Benigni, voluta anche e soprattutto dal ministro dell’interno Piantedosi. Il fatto che il campo largo non riesca a mettersi d’accordo è cosa risaputa, basti vedere come, dopo un anno a Foggia, è tramontato e questo dato ci dimostra che le unioni a sinistra fatte con il solo scopo di provare a sconfiggere il centrodestra, senza tener conto delle differenze fra partiti, non portano a nulla. La durata del governo Meloni e del suo indice di gradimento sono la dimostrazione della capacità di buon governo che solo a destra ormai si trova.

