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L’addio di Atripalda a Gianfranco Luciano: il dolore di una comunità

Addio Gianfranco” – ha scritto Roberto Renzulli, consigliere comunale di Abc, tra i primi ad apprendere della morte di Gianfranco Luciano – “La tua scomparsa è la nostra sconfitta come uomini e come comunità”.

Tutto ciò pone un interrogativo profondo per tutti noi. Una vicenda drammatica, quella di un fratello “ignorato da se stesso e abbandonato anche da noi”, che ci obbliga a riflettere su ciò che abbia provato. Questo evento ci pone di fronte a problemi non solo personali, ma anche collettivi, come città e come comunità. “Siamo chiamati a rispondere per una morte del genere”. Ora riposa in pace, Gianfranco.

L’allerta del sindaco per l’assenza di Gianfranco Luciano

Il sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo, aveva allertato la Polizia municipale, preoccupato per l’assenza di Gianfranco Luciano dalla sua solita panchina in piazza.

“Gianfranco ha compiuto il suo percorso terreno”, ha scritto il sindaco in un suo post. “Ha scelto di scendere bruscamente tutti i gradini della scala sociale per le sue dipendenze”. Non ha preferito la vita di strada, ma non vedeva alternative. E anche quando le intravedeva, non era in grado di seguirle.

Rifiutava tutte le possibili soluzioni offerte per la sua condizione e si è accontentato di un tetto trovato presso il convento.

Tutto ciò pone un interrogativo profondo per tutti noi. Una vicenda drammatica, quella di un fratello “ignorato da se stesso e abbandonato anche da noi”, che ci obbliga a riflettere su ciò che abbia provato. Questo evento ci pone di fronte a problemi non solo personali, ma anche collettivi, come città e come comunità. “Siamo chiamati a rispondere per una morte del genere”. Ora riposa in pace, Gianfranco.

Scritto da Redazione

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