MIRABELLA ECLANO, 12 luglio 2026 – Niente tirata, quest’anno. Il Carro, appuntamento che da oltre un secolo scandisce il sabato che precede la terza domenica di settembre, non sarà pronto. Lo ha reso noto Giotto Faugno, che ha rassegnato le dimissioni da direttore artistico della manifestazione. Il motivo è l’obelisco: non è sicuro, e non c’è più tempo per intervenire.
La lettera con cui Faugno comunica il passo indietro è indirizzata al sindaco. Poche righe, dirette. Racconta di un lavoro cominciato sei anni fa, in totale autonomia, senza incarichi ufficiali né commissioni formali: la realizzazione delle componenti strutturali e decorative del Carro “Cupola”, pensato per sostituire quello ormai fatiscente negli ultimi tre piani. Un’opera complessa che richiederebbe ancora circa quattro mesi di lavoro per essere completata. Tempo che non c’è.
“Non è completa nella sua interezza strutturale e decorativa, pertanto non può essere montata in sostituzione della vecchia”, scrive l’ormai ex direttore artistico nella missiva.
Non è la prima volta che il tema sicurezza finisce sul tavolo. Faugno lo ricorda: la questione è stata sollevata già da anni, e le soluzioni tampone usate nelle ultime edizioni per garantire comunque la tirata non sono più praticabili. “Non c’è più tempo per mettere in sicurezza l’obelisco”, ha dichiarato.
Nella lettera un passaggio personale. Centotré anni di storia, durante i quali la sua famiglia ha messo passione, sacrifici e cura in questa tradizione. “Con rammarico e delusione sono giunto al momento di sospendere il mio appuntamento fisso”, conclude Faugno.
La notizia ha scosso il paese. Mirabella Eclano vive il Carro come un rito collettivo, il giorno in cui ogni divisione si annulla e resta solo la fune da tirare insieme.
A intervenire per prima è l’assessora Raffaella Rita D’Ambrosio. Nessuna sorpresa, dice: che il momento sarebbe arrivato era chiaro da mesi, così come era chiaro che gli interventi tampone non avrebbero retto a lungo. “Se la Grande Tirata di settembre non dovesse svolgersi, non ci saranno vincitori né colpevoli da additare. Ci sarà una sola, enorme sconfitta: quella dell’intera comunità”, ha detto.
D’Ambrosio chiede di mettere da parte dichiarazioni e slogan. Serve, dice, la volontà di agire. Subito. “Il tempo delle analisi è finito. È arrivato quello delle decisioni”, ha aggiunto, ricordando che trovare una soluzione entro settembre è un dovere che riguarda tutti, nessuno escluso.
Chi avrebbe potuto intervenire e non lo ha fatto, lo dirà la storia. Per ora, a Mirabella Eclano, restano solo le funi. E nessuno a tirarle.
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Mirabella Eclano: Carro sospeso, Faugno si dimette
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