Solofra -Un nome, una firma, un decreto. Basta questo a rimettere una guida alla casa albergo «Fabrizio Guarino», rimasta senza vertice amministrativo. La Regione Campania ha nominato Stefano Kenji Iannillo commissario straordinario dell’Asp di Solofra. Il compito: rimettere ordine in una struttura ottantenne che rischiava di franare su se stessa.
Il provvedimento arriva dopo le dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione, travolto da debiti vecchi, polemiche interne e mesi di stallo. Iannillo dovrà adottare tutti gli atti necessari alla gestione dell’ente, sostituendo di fatto il Cda fino alla sua ricostituzione. L’incarico durerà il tempo di insediare i nuovi consiglieri. Non oltre un anno dalla notifica del decreto, comunque. Una proroga è prevista, ma solo su richiesta motivata e per un massimo di 45 giorni.
Per il mandato, il commissario potrà contare sull’Ufficio speciale Avvocatura della Regione e sulle strutture amministrative regionali competenti.
Ieri, nella sede di via Starza, l’arrivo del nuovo vertice è stato accolto dal sindaco Nicola Moretti, che ha incontrato lavoratori e ospiti della struttura. Il primo cittadino ha ringraziato la Prefettura per aver spinto la Regione verso una nomina rapida, evitando così il rischio più temuto: la chiusura della casa albergo.
«Confermiamo la vicinanza dell’amministrazione comunale ai dipendenti e agli anziani ospiti», ha dichiarato Moretti, aggiungendo che «l’intervento regionale rappresenta una risposta concreta per garantire continuità ai servizi socioassistenziali».
Nei giorni precedenti alla nomina, l’aria si era fatta pesante. La Fp Cgil aveva messo su un presidio permanente insieme ai lavoratori, per scongiurare la paralisi dell’ente rimasto senza Cda. Lo stesso Moretti si era detto pronto a prendere in mano temporaneamente la gestione dell’Asp, pur di non interrompere i servizi agli ospiti.
Le dimissioni del vecchio Cda, secondo quanto emerso, erano legate all’impossibilità di proseguire sotto il peso di un debito ereditato da gestioni precedenti. Un fardello che gli amministratori uscenti non se la sono sentita di portare avanti.

