Alessandro Nesta esce dal Partenio-Lombardi con un pizzico di rammarico, nonostante il pareggio conquistato contro la capolista Palermo. L’allenatore dell’Avellino, in conferenza stampa, sottolinea la prestazione della squadra, capace di reggere il confronto con i rosanero e di sfiorare più volte il colpaccio.
“Nei primi dieci o quindici minuti loro sono partiti forte, come fanno sempre in tutte le partite”, spiega il tecnico biancoverde. “Poi abbiamo preso coraggio, abbiamo iniziato a fare il nostro gioco e li abbiamo messi in difficoltà. Nel secondo tempo siamo andati molto, molto bene e meritavamo assolutamente di vincere”. Nesta si sofferma poi sull’occasione sfumata nel finale, quando Biasci ha sfiorato il gol del sorpasso: “Per me la serata sarebbe stata perfetta se al 90° minuto Biasci avesse fatto gol: sarei stato la persona più felice del mondo”. Un elogio esplicito per l’attaccante, entrato a gara in corso: “Tommaso è entrato benissimo ed è un ragazzo che, come ho detto l’altro giorno, a me piace tantissimo; è un giocatore importante. In quel ruolo abbiamo anche Russo, ma se avesse segnato Biasci ne sarei stato davvero felice”.
Alla domanda se la prestazione dei suoi lo abbia sorpreso, Nesta risponde senza esitazioni: “Ero convinto al 100% che avremmo fatto questa prestazione. Mi aspettavo che avremmo gestito bene la palla, anche perché rispetto alla gara di Modena avevamo proposto un po’ meno su quel fronte. La squadra ha fatto esattamente tutto ciò che doveva: è composta da ragazzi importanti e da giocatori forti”. L’allenatore aggiunge poi una riflessione sul momento della squadra: “Quello che stiamo facendo finora mi sta piacendo moltissimo e mi entusiasma allenare questo gruppo”. Subito dopo arriva l’invito alla prudenza, in vista del prossimo impegno di campionato: “Ora però dobbiamo restare tranquilli e mantenere i piedi per terra. Adesso ci attende la partita più difficile, quella contro l’Ascoli: è una sfida insidiosa contro una squadra che gioca bene, quindi dovremo affrontarla con estrema concentrazione e umiltà, perché sarà davvero dura”.


