Questa mattina, alla Camera di Commercio di Avellino, il consigliere regionale Maurizio Petracca ha partecipato all’incontro “L’Irpinia delle imprese. Storia, export e ZES come motori di sviluppo”, un’importante occasione di confronto e di riflessione sul presente e, soprattutto, sul futuro del sistema produttivo.
“Per capire dove vogliamo andare è necessario partire dalla nostra storia – scrive il consigliere regionale dopo l’incontro – la costruzione del sistema industriale irpino non è mai stata un processo separato dal contesto sociale, culturale e persino antropologico di questa terra. Conoscere quel percorso significa comprendere meglio anche le condizioni nelle quali oggi operano le nostre imprese. E il punto di partenza non è affatto debole”.
“L’Irpinia – continua – ha un sistema industriale vivo, complessivamente in buone condizioni, con punte di eccellenza riconosciute a livello nazionale e internazionale. È da questa consapevolezza che dobbiamo ripartire. La ZES ha funzionato e ha dimostrato che semplificazione e incentivi possono generare investimenti. Poteva e può funzionare ancora meglio. Ritengo che il modello della ZES Campania, maggiormente aderente alle specificità dei nostri territori, avesse potenzialità che la successiva versione ha in parte attenuato. Anche per volontà del governo centrale notoriamente a trazione settentrionale”.
“Oggi occorre soprattutto rafforzare gli strumenti di incentivazione e creare condizioni realmente competitive per chi sceglie di investire nelle aree interne – aggiunge – è esattamente su questa strada che vogliamo continuare a lavorare. Dopo la proposta di legge sulle aree interne che abbiamo portato avanti in Consiglio regionale insieme ai colleghi Cascone e Volpe, il gruppo consiliare del Partito Democratico sta lavorando adesso a una legge quadro per le aree interne, con l’obiettivo di prevedere incentivi e sgravi strutturali capaci di rendere questi territori più attrattivi per nuovi investimenti”.
“Perché alle aree interne non servono misure episodiche. Servono condizioni strutturali che rendano conveniente vivere, lavorare, fare impresa e investire qui. L’Irpinia ha storia industriale, competenze, imprese e capacità. Ora dobbiamo creare le condizioni perché questa forza possa diventare ancora di più sviluppo, lavoro e futuro”.


