Avellino, 4 luglio 2026. La notizia gira dalla notte scorsa: una donna ucraina di 34 anni avrebbe subito una violenza sessuale in centro. Ricovero al Moscati, percorso rosa attivato, denuncia messa a verbale. Poi, nelle ultime ore, qualcosa cambia. Le prime ricostruzioni non reggono più come all’inizio. Gli inquirenti lavorano ancora sulle telecamere di via Sant’Antonio Abate, piazza Libertà, piazza Garibaldi. Cercano riscontri. Il quadro, dicono fonti vicine alle indagini, potrebbe essere diverso da quello raccontato nelle prime ore.
Su questo interviene Laura Nargi, consigliera di opposizione ed ex sindaco di Avellino. Nessuna presa di posizione sul merito dei fatti. Il suo punto è un altro: il silenzio dell’amministrazione comunale.
“Nelle ultime ore Avellino è stata attraversata da una notizia del presunto stupro di una donna, che ha suscitato forte preoccupazione e comprensibile allarme tra i cittadini” dichiara Nargi. “Oggi apprendiamo che la vicenda sarebbe diversa da quanto inizialmente riportato e che saranno gli organi competenti a chiarire definitivamente ogni aspetto”.
Da qui parte la critica. Non ai fatti, alla loro gestione pubblica.
“Ritengo che, in situazioni come questa, il ruolo delle istituzioni sia fondamentale” prosegue l’ex sindaco. “Quando una notizia così grave si diffonde e genera paura, il sindaco e l’amministrazione hanno il dovere di informare la città, rassicurare i cittadini e seguire con attenzione l’evolversi della situazione, nel pieno rispetto del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura”.
Tre righe, un concetto solo: tacere non paga.
“Tacere non aiuta” dice Nargi. “Se i fatti fossero stati confermati, sarebbe stato necessario esprimere vicinanza alla presunta vittima e alla comunità. Se invece, come sembra emergere, la vicenda è diversa da quella inizialmente raccontata, era altrettanto doveroso intervenire tempestivamente per evitare che l’allarme e la paura si diffondessero senza alcun chiarimento”.
Nessun comunicato dal Comune, per ora. Nessuna nota, nessuna conferenza stampa. Solo l’inchiesta che va avanti, e la voce dell’opposizione che riempie lo spazio lasciato vuoto.
“Le istituzioni non possono parlare solo quando tutto è già chiarito” chiude Nargi. “Devono essere un punto di riferimento soprattutto nei momenti di incertezza, offrendo informazioni corrette, equilibrio e senso di responsabilità. È questo che i cittadini si aspettano da chi amministra una città”.

